Interrogandosi sulla triste ipotesi che il concilio Vaticano II, ad alcuni decenni di distanza dalla sua conclusione, rischi di essere dimenticato – o forse insabbiato, depotenziato – dalla chiesa cattolica che lo ha celebrato, nel 2005 Hans Küng stendeva uno dei suoi ultimi contributi per Concilium. Pensato appositamente per la rivista internazionale che egli stesso aveva contribuito a fondare a concilio ancora in corso, in quell’articolo il teologo di Tubinga sceglieva di tralasciare i meri dati di cronaca e di concentrarsi invece sull’essenziale. Lo faceva imperniando il ragionamento su due parole chiave: eredità e compito. Riproponiamo ora quel testo, con pochi tagli, in omaggio a una figura di credente e di pensatore che tanto ha dato alla nostra coscienza ecclesiale e conciliare. E che continua a spronarci, infondendo speranza nel nostro animo.

https://www.queriniana.it/blog/guai-a-noi-se-dimenticassimo-il-vaticano-ii–483

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