Discorso di papa Francesco a Budapest (12-15 Settembre 2021)
É bella una Chiesa umile che non si separa dal mondo e non guarda con distacco la vita,
ma la abita dentro. Abitare dentro, non dimentichiamolo: condividere, camminare insieme,
accogliere le domande e le attese della gente. Questo ci aiuta a uscire dall’autoreferenzialità: il
centro della Chiesa… Chi è il centro della Chiesa? Non è la Chiesa! E quando la Chiesa guarda
sé stessa, finisce come la donna del Vangelo: curvata su sé stessa, guardandosi l’ombelico (cfr Lc
13,10-13). Il centro della Chiesa non è se stessa. Usciamo dalla preoccupazione eccessiva per
noi stessi, per le nostre strutture, per come la società ci guarda. E questo alla fine ci porterà a una
“teologia del trucco”… Come ci trucchiamo meglio… Immergiamoci invece nella vita reale, la vita
reale della gente e chiediamoci: quali sono i bisogni e le attese spirituali del nostro popolo? Che
cosa si aspetta dalla Chiesa? A me sembra importante provare a rispondere a queste domande e
mi vengono in mente tre parole…

